Forare una piastrella può sembrare un’operazione semplice, ma quando si lavora su gres porcellanato, ceramica o marmo, precisione e tecnica diventano fondamentali. Un errore nella scelta dell’utensile o nella modalità di foratura può provocare scheggiature, crepe o addirittura la rottura della piastrella.
Per un professionista, soprattutto nel settore idro-termosanitario, il risultato deve essere preciso non solo per una questione estetica, ma anche per poter installare correttamente sanitari, rubinetteria, mobili, accessori e sistemi di fissaggio.
In questa guida vediamo come forare le piastrelle in modo corretto, quali utensili scegliere, quali errori evitare e come preparare il lavoro per ottenere un foro pulito e preciso.
Prima di forare: controlla piastrella e supporto
Il primo passo è identificare il materiale su cui si deve intervenire.
Non tutte le piastrelle hanno infatti la stessa durezza e resistenza. La ceramica tradizionale può avere caratteristiche molto diverse rispetto al gres porcellanato, mentre il marmo richiede a sua volta una scelta adeguata dell’utensile.
Prima di iniziare è quindi opportuno verificare:
- il tipo di piastrella;
- lo spessore del materiale;
- il diametro del foro necessario;
- il materiale presente dietro la piastrella;
- la presenza di eventuali tubazioni o cavi nella zona di intervento;
- la posizione esatta del foro rispetto all’elemento da installare.
Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante: la piastrella rappresenta soltanto lo strato superficiale e, una volta attraversata, potrebbe essere necessario lavorare su un materiale completamente diverso.
Forare le piastrelle: guida pratica
1. Misurare e segnare con precisione
Un foro corretto deve essere prima di tutto nella posizione giusta.
Prima di avviare il trapano, è bene misurare con attenzione la distanza da pareti, angoli, fughe e punti di installazione. Per velocizzare le operazioni di rilievo in cantiere può essere utile un misuratore di distanza laser 40 m, che consente misurazioni singole e continue e dispone anche di funzioni per area, volume e Pitagora.
Sulle superfici lisce e smaltate la marcatura può essere poco visibile. In questo caso un nastro adesivo in carta per mascheratura 80 °C può essere utilizzato come supporto per rendere più evidente il riferimento e facilitare il posizionamento dell’utensile.
È una soluzione pratica anche quando è necessario proteggere temporaneamente una piccola area durante la preparazione del lavoro.
2. Scegliere la punta giusta
Non esiste un’unica punta adatta a tutte le piastrelle.
Per materiali particolarmente duri e abrasivi, come gres porcellanato e marmo, è bene scegliere i foretti diamantati per trapano, progettati specificamente per questo tipo di applicazione.
Per la foratura del gres porcellanato fino a durezza Mohs 9 è possibile utilizzare anche la punta PREMIUM GRES CRACK PROTECT, una soluzione con testa in metallo duro e punta di centraggio, progettata per garantire un posizionamento preciso e una maggiore stabilità durante la foratura. La punta, inoltre, è indicata anche per vetro e porcellana.
Quando si lavora in ambito professionale, inoltre, il diametro del foro può variare in base all’elemento da installare. Avere più misure a disposizione permette quindi di affrontare più facilmente esigenze diverse senza dover interrompere il lavoro per procurarsi un utensile differente.
In questo caso può essere utile il kit foretti diamantati, che riunisce più diametri in un’unica dotazione e comprende anche 3 punte elicoidali in HM nei diametri 6, 8 e 10 mm. Il professionista può scegliere tra le due tipologie di utensile in funzione della lavorazione, utilizzandole con lo stesso avvitatore. È una soluzione particolarmente indicata per il settore idro-termosanitario, dove le esigenze di foratura possono variare da un intervento all’altro.
Per lavorazioni più trasversali può invece essere utile una punta progettata per lavorare su diversi materiali edili.
La scelta deve quindi essere fatta considerando materiale, diametro e applicazione finale.
3. Come iniziare la foratura e mantenere stabile l’utensile
Una volta scelto l’utensile, si procede posizionandolo in corrispondenza del riferimento e mantenendolo il più possibile perpendicolare alla superficie. Iniziando con una pressione controllata, si evita di forzare il trapano: una pressione eccessiva può aumentare il rischio di danneggiare la piastrella e sottoporre l’utensile a uno stress inutile.
Durante la lavorazione, è consigliato mantenere una pressione costante e controllata, evitando inclinazioni o movimenti bruschi. Con i foretti diamantati è fondamentale lavorare esclusivamente a rotazione, senza percussione.
4. Fase finale
Una volta completato il foro, la lavorazione potrebbe dover proseguire nel supporto sottostante.
Se dietro il rivestimento si trova laterizio, calcestruzzo, cartongesso o un altro materiale, sarà necessario utilizzare una soluzione compatibile con il nuovo supporto.
È quindi importante considerare la foratura come una sequenza di lavorazioni, in cui ogni strato può richiedere un utensile differente.
Gli errori più comuni da evitare
- Non identificare il materiale: gres, ceramica e marmo possono richiedere utensili differenti.
- Non verificare il supporto: prima di forare è necessario considerare cosa si trova dietro la piastrella e l’eventuale presenza di impianti.
- Non segnare con precisione il punto: un errore di posizione può compromettere l’installazione.
- Utilizzare la percussione con un foretto diamantato: la lavorazione deve avvenire a sola rotazione.
- Forzare l’utensile: una pressione eccessiva non sostituisce una corretta scelta della punta.
- Inclinare il trapano: mantenere l’utensile stabile e correttamente orientato aiuta a ottenere un foro più regolare.
La sicurezza prima di tutto
La lavorazione di piastrelle e materiali minerali può produrre polveri e particelle. I dispositivi di protezione devono quindi essere scelti in funzione del rischio specifico e delle condizioni operative.
In particolare, è importante considerare la protezione degli occhi contro particelle e frammenti e la protezione delle vie respiratorie in funzione delle polveri generate.
Datacol propone soluzioni dedicate a entrambe le esigenze, per completare la dotazione del professionista durante le attività di lavorazione.
Conclusioni
Una foratura ben eseguita nasce dalla combinazione di materiale, utensile, tecnica e preparazione. Conoscere queste variabili permette di ridurre gli imprevisti e affrontare le diverse lavorazioni con maggiore precisione.
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